Tra arte e storia: il Liceo fa scuola tra Brescia e Cremona

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Nel corso dell’ultima settimana didattica, gli alunni del Liceo Vida hanno avuto la possibilità di fronteggiare nuovamente la metodologia di insegnamento che caratterizza (e lo ribadiamo anche con un discreto orgoglio) il nostro liceo. Così come di consueto, se le sezioni a curvatura sportiva hanno compiuto le attività modulari in completa autonomia, sono stati anche selezionati gruppi di classi che, vista anche la fruttuosa collaborazione delle occasioni precedenti, sono stati accorpati; un esempio di ciò è stato costituito all’interno delle nostre quarte, con le sezioni di classico (4 ACLR) e scientifico tradizionale (4 ASCR) che hanno avuto l’opportunità di approfondire la propria cultura mediante due uscite didattiche distinte, a Brescia e a Cremona.

La prima uscita è stata quella extra provinciale: nella mattinata di mercoledì 6 giugno gli alunni, accompagnati dal professor Giardullo e dalla professoressa Ferrari, hanno avuto l’opportunità di visitare la mostra “Picasso, De Chirico, Morandi. 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane”. Divisi in due gruppi per facilitarne gli spostamenti, gli alunni sono stati accompagnati dalle guide presenti nella splendida cornice di Palazzo Martinengo in una mostra pittorica che spaziava da opere di gusto ancora neoclassico a opere decisamente più vicine all’arte contemporanea, quali “Merda d’artista” o uno dei celebri “Tagli” di Fontana.

Dopo una breve introduzione riguardante la cornice in cui era inserita la mostra, grazie alla quale gli studenti hanno potuto scoprire alcune curiosità riguardante l’antica nobiltà bresciana, gli alunni si sono inoltrati nelle splendide stanze del Palazzo Martinengo Cesaresco, che costituiscono di per sé delle opere d’arte essendo esse quasi totalmente affrescate, scoprendo così il tortuoso percorso artistico che tra XIX e XX secolo ha portato l‘arte a divenire da “semplice” testimonianza del proprio tempo (grazie all’interpretazione dei dipinti si possono infatti collocare cronologicamente fatti di cui sarebbe altrimenti molto difficile attribuire una datazione) a opera concettuale, in cui ancor prima che l’aspetto tecnico realizzativo viene valorizzata l’idea che ha dato origine all’elaborato.

Al termine della mostra gli alunni sono stati inoltre lasciati liberi di passeggiare per le strade di Brescia e osservare la commistione di stili architettonici presenti all’interno della città, che spazia dal barocco-neoclassico della cattedrale fino alla monumentalità della fascistissima Piazza della Vittoria, in cui è evidente il tentativo di epoca mussoliniana di lasciare un’impronta in ogni aspetto della vita dei cittadini.

Nella giornata di giovedì 7 giugno, invece, gli studenti si sono recati a visitare il centro storico di Cremona dove, dopo una breve introduzione di carattere storico-architettonico riguardante lo sviluppo della nostra città e il tentativo novecentesco di imitare per quanto possibile il capoluogo lombardo, Milano, anche a costo di abbattere edifici già esistenti, gli alunni hanno osservato presso la Biblioteca Comunale la mostra bibliografica  “Si faccia un articolo di fondo…” : “Il Regime fascista”, Farinacci e il Ventennio a Cremona, in cui erano esposte importanti testimonianze di come in epoca fascista l’informazione, specialmente quella cartacea (non solo giornali, ma anche manuali scolastici e letture personali) fosse monopolizzata e censurata.

Dopo di ciò, la giornata è terminata con la visita alla mostra pittorica “Sguardi dal ‘900”, in cui erano esposti numerosi ritratti, alcuni dei quali anche inediti, provenienti perlopiù dall’archivio del museo cittadino Ala Ponzone e raffiguranti alcune delle più importanti personalità cremonesi dipinte da pittori di origine locale, ma che spesso concludevano la propria formazione artistica all’Accademia delle Belle Arti di Milano.

 

Umberto Tedeschi